Pannelli solari termici: come funzionano e quanto risparmiano

22 Set 2026 | Attualità

C’è una tecnologia che sfrutta l’energia solare con un’efficienza quasi doppia rispetto ai pannelli fotovoltaici, ma che viene citata molto meno nelle conversazioni sull’energia rinnovabile. Si chiama solare termico, e converte la radiazione solare direttamente in calore, senza passare per l’elettricità, con rendimenti che raggiungono il 70–80% nelle condizioni operative tipiche.

Il motivo per cui è meno discussa è semplice: il calore prodotto non si vende alla rete, non si accumula in una batteria e non si usa per accendere le luci. Ma se vuoi acqua calda sanitaria tutto l’anno, riscaldare la piscina, o integrare il tuo impianto di riscaldamento riducendo il consumo di gas, i pannelli solari termici sono probabilmente la soluzione con il miglior rapporto costo/beneficio nell’intero panorama delle energie rinnovabili.

Noi di Lorenzi Group installiamo impianti solari termici come parte dei nostri impianti di energie rinnovabili per abitazioni, strutture ricettive e aziende. Questa guida ti spiega tutto quello che serve sapere per decidere in modo informato.

Come funziona un pannello solare termico: il principio fisico

Un collettore solare termico cattura la radiazione solare e la converte in energia termica attraverso un semplice ma elegante meccanismo. La superficie assorbitrice del collettore, tipicamente una lastra metallica (rame o alluminio) rivestita con un coating ad alto assorbimento e bassa emissività, si riscalda sotto l’irraggiamento solare. Questo calore viene trasferito a un fluido vettore (acqua, miscela acqua-glicole nelle versioni antigelo) che circola in tubi a contatto con l’assorbitore.

Il fluido caldo viene pompato verso un accumulo termico, il serbatoio dove l’energia viene immagazzinata per l’uso successivo. Quando si apre il rubinetto dell’acqua calda o parte il riscaldamento, l’acqua fredda di rete o del circuito viene riscaldata attraverso lo scambiatore del serbatoio.

La differenza rispetto a un pannello fotovoltaico è fondamentale: il fotovoltaico converte la luce in elettricità (con rendimenti del 20–22% per i moduli monocristallini moderni), il solare termico converte la luce direttamente in calore (rendimenti del 65–80%). In termini di energia solare catturata per metro quadro di pannello, il solare termico è sensibilmente più efficiente, ma produce solo calore, non elettricità.

Le due grandi famiglie di collettori: piani e a tubi sottovuoto

I collettori solari termici disponibili sul mercato si dividono in due categorie principali con caratteristiche tecniche e campi di applicazione diversi.

Collettori piani vetrati

Il collettore piano è la tecnologia più diffusa, con la struttura più semplice: un telaio isolante, una lastra di vetro solare temperato a bassa riflessione, l’assorbitore metallico selettivo e le serpentine del fluido vettore. È una soluzione robusta, collaudata da decenni di installazioni, con costi contenuti e ottima resa nelle condizioni climatiche italiane medie.

Le prestazioni calano nelle giornate molto fredde e in inverno, perché le dispersioni termiche dall’assorbitore verso l’esterno aumentano quando la differenza di temperatura tra collettore e ambiente è elevata. Per questo motivo, i collettori piani sono particolarmente efficienti nella stagione estiva e nelle mezze stagioni, mentre in pieno inverno rendono meno.

In termini di applicazioni, il collettore piano è la scelta preferita per la produzione di acqua calda sanitaria nelle abitazioni e per il riscaldamento delle piscine, contesti in cui le temperature di lavoro richieste sono moderate (40–60°C) e la stagione estiva è quella di maggior utilizzo.

Collettori a tubi sottovuoto

I collettori a tubi sottovuoto (evacuated tube collectors) usano un principio fisico diverso per ridurre le dispersioni termiche: ogni tubo assorbitore è contenuto in un doppio tubo di vetro con vuoto tra i due strati. Il vuoto è un isolante termico quasi perfetto, elimina le dispersioni per conduzione e convezione, lasciando solo quelle per irraggiamento, che vengono minimizzate dal coating selettivo dell’assorbitore.

Il risultato è un collettore che mantiene alte prestazioni anche nelle giornate fredde e con cielo parzialmente nuvoloso, e che lavora bene a temperature di mandata più alte (60–90°C) con rendimenti ancora accettabili. Questo li rende particolarmente adatti per:

  • Produzione di acqua calda sanitaria in climi freddi o a quote elevate
  • Integrazione con impianti di riscaldamento che richiedono temperature di mandata superiori ai 45–50°C
  • Applicazioni industriali con fabbisogno di calore di processo a temperatura media
  • Installazioni con esposizione non ottimale (azimut non perfettamente sud, inclinazioni subottimali)

Il costo è superiore rispetto ai collettori piani (generalmente del 40–70%), ma il payback si giustifica nei contesti dove le prestazioni invernali fanno la differenza.

Solare termico vs fotovoltaico: quale scegliere e quando

Questa è la domanda che ci viene posta più spesso. La risposta dipende dall’obiettivo principale e dal contesto.

Se vuoi coprire principalmente il fabbisogno di acqua calda sanitaria, tipicamente il 60–70% di un’abitazione, il solare termico è la scelta più efficiente ed economica. Un impianto solare termico di 4–6 m² copre mediamente il 60–70% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria di una famiglia di 4 persone, con un costo di installazione nettamente inferiore a un impianto fotovoltaico equivalente per quello specifico scopo.

Se vuoi massimizzare la produzione di energia elettrica per coprire anche i consumi di illuminazione, elettrodomestici, pompa di calore e ricarica dei veicoli elettrici, il fotovoltaico è la scelta ovvia e combinato con un sistema di accumulo diventa ancora più versatile. Il nostro articolo sull’impianto fotovoltaico con accumulo approfondisce questa soluzione.

Se hai spazio limitato sul tetto, il fotovoltaico offre una maggiore flessibilità di utilizzo per metro quadro installato, l’elettricità si usa per qualsiasi scopo, mentre il calore prodotto dal solare termico ha applicazioni specifiche.

La combinazione delle due tecnologie è spesso la soluzione ottimale per edifici residenziali e strutture ricettive con consumo elevato di acqua calda sanitaria: il solare termico copre l’ACS con alta efficienza, il fotovoltaico copre i consumi elettrici. Le due tecnologie non si sovrappongono nel loro utilizzo ottimale del tetto.

Quanto risparmia davvero un impianto solare termico

Il risparmio di un impianto solare termico dipende da tre variabili principali: la radiazione solare disponibile nella zona di installazione, la superficie installata e le temperature di utilizzo richieste.

In termini pratici, per una famiglia di 4 persone in Italia centrale o settentrionale con un impianto da 4–6 m²:

  • Acqua calda sanitaria: Copertura del 55–70% del fabbisogno annuo. Il 30–45% restante viene fornito dalla fonte di backup (caldaia, pompa di calore, scaldacqua elettrico) nei mesi invernali e nelle giornate di scarsa irradiazione.
  • Integrazione riscaldamento: Un impianto più grande (8–12 m² con accumulo da 500–800 litri) può contribuire al riscaldamento degli ambienti nei mesi di mezze stagioni, quando la richiesta di riscaldamento è moderata e la produzione solare è buona. In pieno inverno il contributo è limitato.
  • Riscaldamento piscina: Il solare termico è la soluzione più efficiente per riscaldare piscine scoperte da maggio a settembre. Un impianto dimensionato correttamente può coprire il 70–80% del fabbisogno termico della piscina nella stagione balneare.

In termini economici, il risparmio annuo su una bolletta gas media per una famiglia di 4 persone si colloca generalmente tra 200 e 400 euro all’anno solo per la produzione di ACS. Il payback period, senza incentivi, è tipicamente di 7–12 anni. Con le detrazioni fiscali disponibili, scende a 5–8 anni.

Incentivi per i pannelli solari termici nel 2025

  • Detrazione fiscale al 65% (Ecobonus): I pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o per uso combinato (ACS + riscaldamento), con detrazione al  50% per la prima casa, 36% per le altre unità immobiliari. È una delle detrazioni più convenienti del settore energetico, perché il costo dell’impianto è relativamente contenuto e la percentuale di detrazione è alta. La normativa aggiornata è disponibile sul sito dell’ENEA dedicato all’Ecobonus.
  • Conto Termico: Il meccanismo del Conto Termico (gestito dal GSE) eroga incentivi per l’installazione di impianti di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, incluso il solare termico. Il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario in 2 anni. Per le pubbliche amministrazioni, il Conto Termico ha aliquote di incentivo più elevate rispetto ai privati.
  • Bandi regionali: In Lombardia e in altre regioni sono periodicamente disponibili bandi che integrano gli incentivi nazionali con contributi a fondo perduto per impianti di efficienza energetica nelle abitazioni e nelle imprese.

I componenti di un impianto solare termico e come si installa

Un impianto solare termico completo comprende, oltre ai collettori, altri componenti che determinano le prestazioni reali del sistema.

  • Il serbatoio di accumulo termico: È fondamentale per disaccoppiare la produzione (ore di sole) dal consumo (ore serali e notturne). Il volume dell’accumulo è proporzionale alla superficie dei collettori e ai consumi: per l’ACS, la regola generale è 50–80 litri per m² di collettore. Il serbatoio ha uno scambiatore interno (serpentina) per il circuito solare, e spesso un secondo scambiatore per il circuito di backup (caldaia, pompa di calore).
  • La centralina di controllo (regolatore differenziale): Confronta la temperatura del fluido in uscita dai collettori con quella del serbatoio di accumulo. Quando il collettore è più caldo del serbatoio di una soglia definita (tipicamente 5–8°C), attiva la pompa di circolazione. Quando la differenza si annulla, la ferma. Questo controllo è semplice ma determina completamente l’efficienza di utilizzo dell’impianto.
  • Il vaso di espansione e le sicurezze: Nel caso di stagnazione (nessun utilizzo nelle ore di massimo irraggiamento estivo), il fluido termovettore può superare i 160–180°C. Il vaso di espansione assorbe le dilatazioni; la valvola di sicurezza interviene se la pressione supera il limite. La scelta di un fluido termovettore ad alta resistenza termica (e la sua sostituzione periodica, ogni 3–5 anni) è essenziale per la longevità del sistema.
  • Il circuito di collegamento: Tubi in rame coibentati che collegano i collettori all’accumulo. L’isolamento termico delle tubazioni esterne deve essere adeguato all’esposizione agli agenti atmosferici: l’armaflex o materiali equivalenti resistenti ai raggi UV sono la scelta standard. Una tubazione mal coibentata disperde il calore che i collettori hanno faticosamente prodotto.

L’installazione di un impianto solare termico richiede lavori idraulici (collegamento al circuito ACS esistente, installazione del serbatoio), elettrici (alimentazione della pompa e della centralina) e di copertura (staffaggio dei collettori in modo sicuro e stagno). Noi di Lorenzi Group copriamo tutte e tre le componenti con un unico team tecnico, senza necessità di coordinare più artigiani separati.

Per le strutture che abbinano solare termico e altri impianti di energie rinnovabili, l’integrazione con il sistema di gestione energetica dell’edificio permette di ottimizzare l’utilizzo combinato delle diverse fonti. Leggi il nostro articolo sulla geotermia a bassa entalpia per capire come queste tecnologie si complementano.

Manutenzione di un impianto solare termico: cosa fare e ogni quanto

Un impianto solare termico ben installato è caratterizzato da manutenzione minima, ma non da assenza di manutenzione.

  • Verifica annuale del fluido termovettore: Il glicole propilenico del circuito solare si degrada nel tempo per ossidazione (soprattutto se il sistema ha subito episodi di stagnazione). Va verificata la percentuale di glicole (con rifrattometro) e il pH: un fluido acido corrode i componenti. Sostituzione consigliata ogni 3–5 anni o quando i parametri escono dai range accettabili.
  • Pulizia dei collettori: In zone con polvere o polline abbondante, la pulizia annuale della lastra di vetro dei collettori piani mantiene la trasmittanza. Per i tubi sottovuoto, la pulizia è meno critica ma comunque raccomandata.
  • Verifica del vaso di espansione: La pressione del gas del vaso di espansione va verificata ogni 2 anni. Un vaso con pressione insufficiente non assorbe correttamente le dilatazioni e può portare a interventi frequenti della valvola di sicurezza.
  • Controllo delle connessioni e delle coibentazioni: Le giunzioni del circuito solare (lato caldo, con temperature che possono superare i 100°C nei momenti di stagnazione) subiscono sollecitazioni termiche significative. L’ispezione annuale delle raccorderie, delle guarnizioni e delle coibentazioni esterne previene perdite e degradi dell’isolamento.

Con il nostro contratto di manutenzione, gestiamo tutte queste verifiche con cadenza programmata, integrandole dove possibile con gli altri interventi pianificati sull’impiantistica dell’edificio, impianto termoidraulico, caldaia, pompa di calore, in modo da minimizzare i fermi e ottimizzare i costi.

Perché scegliere Lorenzi Group per il tuo impianto solare termico

Noi di Lorenzi Group installiamo impianti solari termici dal 1997, con un approccio che parte sempre dall’analisi dei consumi reali e degli obiettivi del cliente, non dalla proposta di un pacchetto standard. La nostra sede operativa è a Ciserano (BG), ma operiamo su tutta la Lombardia e a livello nazionale per commesse di maggiore dimensione.

Dimensioniamo l’impianto correttamente: né sotto (che porta a coperture insufficienti e insoddisfazione) né sovradimensionato (che causa stagnazione estiva, degrado accelerato del fluido e sprechi). Gestiamo l’intero iter: dalla progettazione all’installazione, dalla documentazione per gli incentivi alla manutenzione nel tempo.

La nostra forza è la visione d’insieme: il solare termico non vive da solo, si integra con la caldaia o la pompa di calore, con l’impianto idraulico dell’edificio, con i sistemi di gestione energetica. Avere un unico interlocutore che conosce tutto l’impianto, non solo il pannello sul tetto, produce sistemi più efficienti e meno problemi nel tempo.

Contattaci per una valutazione gratuita e scopri quanta energia solare la tua struttura può sfruttare.

FAQ – Pannelli solari termici

Qual è la differenza tra solare termico e pannello fotovoltaico termico (PVT)?

I pannelli PVT (fotovoltaico-termico ibrido) producono sia elettricità che calore dallo stesso collettore, raffreddando i celle fotovoltaiche con un fluido che ne raccoglie il calore di scarto. Migliorano il rendimento elettrico (celle più fredde = più efficienti) e producono acqua calda. Hanno un costo superiore rispetto alle due tecnologie separate e trovano applicazione soprattutto dove lo spazio in copertura è limitato.

Il solare termico funziona anche d’inverno o con cielo nuvoloso?

Sì, anche se con produzione ridotta. Un collettore a tubi sottovuoto continua a produrre calore anche con cielo parzialmente coperto e a basse temperature esterne, grazie alle ridotte dispersioni. La produzione invernale copre una parte del fabbisogno; il sistema di backup (caldaia, pompa di calore) integra la differenza. L’accumulo termico dimensionato correttamente gestisce le variazioni di produzione nell’arco della giornata.

Posso installare i pannelli solari termici su un tetto piano?

Sì. Su tetti piani si usano supporti inclinati (tipicamente 30–45° per l’Italia) che orientano i collettori verso il sole. L’installazione su tetto piano è spesso più semplice e sicura rispetto al tetto a falda, e non richiede penetrazioni nella copertura impermeabilizzata.

Quanti anni dura un impianto solare termico?

I collettori solari termici di qualità hanno garanzie del produttore di 10 anni e vita utile di 20–25 anni. Il serbatoio di accumulo dura 15–20 anni (la durata è fortemente influenzata dalla qualità dell’acqua e dal trattamento anticorrosione). La pompa di circolazione è il componente con la vita più limitata, 10–15 anni, ma è facilmente sostituibile a costi contenuti.

Il solare termico richiede autorizzazioni comunali?

In molti Comuni italiani, l’installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) su abitazioni esistenti rientra nell’edilizia libera o nella CILA, senza necessità di permessi preventivi. In zone con vincoli paesaggistici o su edifici storici possono essere richieste autorizzazioni specifiche. Noi gestiamo le verifiche normative e le pratiche come parte del servizio di installazione.

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